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Studenti disabili, l’ultimo appello di Musmeci alla Regione: «senza soldi il servizio chiude». (venerdì 17 ottobre 2014)

«Il consiglio regionale preveda ora il modo di garantire risorse certe, stabili e adeguate a tutto il sistema regionale dell’assistenza agli studenti disabili, altrimenti non ci sarà nessuna altra possibilità se non l’interruzione del servizio a partire dal prossimo gennaio». A suonare l’ultima campanella è l’assessore provinciale dell’Istruzione, Rosario Musmeci. «In queste condizioni il servizio di trasporto, di assistenza di base e di assistenza specialistica per gli allievi disabili degli istituti superiori del Nord Ovest Sardegna è destinato ad arrivare al massimo sino a dicembre», spiega Musmeci, secondo il quale «non abbiamo più risorse, e quelle trasferite dalla Regione per l’anno scolastico in corso sono state interamente investite per garantire il servizio sino a dicembre». L’assessore ricorda che il problema non è nuovo e non è emerso all’improvviso. «Da anni io e il presidente Alessandra Giudici solleviamo la questione, e abbiamo scritto a tutti i presidenti e assessori regionali che si sono succeduti – dice – per far presente che è un servizio che svogliamo praticamente su base volontaria, per il bene dei ragazzi, ma che spetterebbe alla Regione». Eppure, «a fronte di un incremento straordinario di utenti, che dovrebbe rappresentare una conquista per tutto il sistema scolastico e per tutte le istituzioni – prosegue l’assessore – le somme trasferite da Cagliari non sono mai aumentate». L’aumento degli studenti disabili che hanno scelto di tornare a scuola rappresenta per la Provincia di Sassari una gran soddisfazione, il riconoscimento degli elevati standard qualitativi e quantitativi che il servizio è arrivato a garantire. «E invece ora siamo punto e a capo, impossibilitati perfino a fare quello che avevamo fatto fino a un anno fa, quando abbiamo dirottato su quel servizio tutte le risorse a disposizione del settore – denuncia Rosario Musmeci – per la semplice ragione che non abbiamo più un centesimo». Secondo il rappresentante dell’amministrazione provinciale, «solo la Regione, e solo adesso, può risolvere la situazione con un gesto di responsabilità in assenza del quale il servizio può dirsi chiuso».

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